
Titolo Italiano: Vacancy
Titolo Originale: Vacancy
Anno: 2007
Durata: 95 min
Regia: Nimród Anta
Sceneggiatura: Mark L. Smith
Cast: Luke Wilson, Kate Beckinsale, Frank Whaley, Ethan Embry
Mettiamolo subito in chiaro: Vacancy (2007) di Nimród Antal è un onesto prodotto di genere. Non indimenticabile, ma onesto e senza troppi fronzoli, un incrocio tra Quel motel vicino alla palude (1976) e il più recente Identity (2003).
Gli ingredienti del genere ci sono tutti. E anche qualche gradita sorpresa. Sono i personaggi un po’ troppo stereotipati a frenare la piena riuscita.
Inside the movie...
David ed Amy sono una coppia in crisi. Durante un viaggio di ritorno a casa si perdono nel nulla della profonda provincia americana. È notte fonda, l’auto è in panne e l’unica soluzione è raggiungere il motel incrociato qualche miglia prima. Lì il tempo sembra essersi fermato da oltre vent’anni. Il proprietario ha un’aria alquanto sinistra. Per passare la notte prendono una stanza, la “suite” romantica, fatiscente e in pessime condizioni igieniche. Gli unici veri confort sembrano essere un videoregistratore e alcune vhs impolverate. Forse film porno per camionisti in astinenza. O forse no. David decide di tentare comunque una visione. Da quel momento la situazione precipita. Sono snuff movie girati all’interno della loro stanza da una banda di pazzi scatenati disposti a tutto. E così incomincia una vera caccia al topo tra i sotterranei e le stanze del motel.
“Loro” hanno una cabina di regia da cui osservano tutto e vogliono sistemare la cosa prima dell’alba. David e Amy, invece, hanno solo alcuni indizi date dalle vhs.
E la sfida ha inizio.
Il californiano Nimród Antal con Vacancy compie un audace salto nel passato: dalla moquette retrò del motel al finale in stile Seventies, dall’isteria antieroica dei protagonisti all’anonimato dei bounty killer sperduti nel nulla.
Ciò che però colpisce più di tutto è il ritrovato gusto per la vera suspense, quella senza filtri rosseggianti e amputazioni da mattatoio... insomma, quella sana che ti tiene incollato allo schermo.
Se non fosse per i cellulari, le telecamere digitali e le automobili, lo spettatore si troverebbe catapultato in tutta un’altra epoca.
Alla fine dei conti, nonostante un Luke Wilson un po’ imbolsito e non a suo agio, affiancato da una scolastica e struccata (ma sempre bellissima) Kate Beckinsale, Vacancy resta quindi una discreta operazione di revival che sulla carta non ha nulla da invidiare a tante recenti pellicole che affogano lo spettatore in una noia paludosa e senza via di fuga.
Curiosità: La scelta iniziale per il ruolo di Amy era stata Sarah Jessica Parker di Sex and the city.

